L’APERITIVO
UN RITO TUTTO ITALIANO
UN RITO TUTTO ITALIANO
Una delle cose che più ci è mancata durante il lungo periodo di Lockdown del Covid è sicuramente stato il rito dell’aperitivo con amici e colleghi.
In particolare a Milano, “l’Ape” (come si dice qui) è un vero e proprio must!
A fine giornata, dopo aver assolto alle responsabilità lavorative e prima degli altri impegni (la casa, la famiglia, la palestra, …) si ferma tutto e ci si prende un momento per sé.
Ci si incontra così al bar del quartiere per bere un drink in santa pace e per scambiare due chiacchere sapendo che troverai sempre qualcuno con cui parlare.
Ma dove nasce il rito dell’aperitivo e come si sviluppa nel nostro paese?
Inoltre, cosa bere come aperitivo?
Il rito dell’aperitivo ha origini antichissime.
Già nel V secolo a.C. il medico greco Ippocrate prescriveva ai pazienti inappetenti un medicinale di sua invenzione: il vinum hippocraticum, un vino bianco e dolce, in cui erano macerati fiori di dittamo, assenzio e ruta allo scopo di stimolare l’appetito.
Mentre fu nell’antica Roma, più di 2.000 anni fa, che il rito dell’aperitivo divenne una vera e propria abitudine tra i ricchi.
Era la Gustatio , un momento di grande convivialità previsto all’apertura dei banchetti , nato per stimolare l’appetito dei commensali con antipasti saporiti e appetitosi, accompagnati dal mulsulm una bevanda a base di vino e miele.

Tuttavia, fu solo nel XVIII secolo che il rito dell’aperitivo iniziò a diffondersi in ogni ambiente sociale.
Nel 1786, a Torino, in una piccola bottega di liquori, il sig. Antonio Benedetto Carpano inventò il Vermut , prodotto con vino bianco addizionato ad un infuso di oltre 30 tipi di erbe e spezie.

Da allora quella “speciale bevanda” fu esportata in tutta Europa e successivamente fu prodotta sempre in Piemonte da Cinzano e Martini & Rossi, divenendo con l’appellativo di “Martini” l’aperitivo per eccellenza, da bere liscio o come base di molti cocktail come il Negroni.
Nel giro di pochi anni, anche grazie ai costi contenuti, il Vermut riscosse un enorme successo e si diffuse in diverse città d’Italia, specialmente nei caffè storici di Torino, Genova, Firenze, Venezia, Roma, Napoli e Milano fino a diventare l’aperitivo ufficiale della casa reale.
Come abbiamo appena visto, l’aperitivo è nato a Torino più di 200 anni fa ed ancora oggi il rito dell’aperitivo è al centro della vita cittadina.
Basta fare un giro per i caffè storici del centro in Piazza Vittorio o lungo i Murazzi nel tardo pomeriggio ed accorgersi di quante persone affollano i locali sorseggiando un drink accompagnato da stuzzichini a base di prodotti tipici piemontesi come formaggi, salumi e grissini.
Ma anche nel resto d’Italia l’aperitivo si è diffuso da Nord a Sud.

E’ molto diffuso al Nord, in città come Milano appunto dove a partire dalle ore 18.00 e fino alle 21.00 circa in quasi tutti i locali è possibile trovare il così detto Happy Hour con sostanziosi Buffet di accompagnamento ad un prezzo “politico”.
Ecco, a questo proposito una piccola nota la farei… il concetto di aperitivo è legato più alla bevanda che al cibo di accompagnamento, che ha come unico scopo quello di stuzzicare l’appetito prima della cena e non di sfamare!
A Treviso e nel Veneto in generale, l’aperitivo è uno solo … lo Spritz!
Al sud invece, in particolare nelle città di mare e nel periodo estivo, il rito dell’aperitivo spesso si protrae fino a tarda sera sulle spiagge, dove talvolta è accompagnato da eventi musicali e diventa così l’anticamera del divertimento notturno.
Per comprendere cosa è bene bere e cosa no è fondamentale capire innanzitutto il significato di Aperitivo.
L’etimologia del termine non lascia dubbi: viene definito aperitivo, dal latino aperitivus (che apre), una bevanda in grado di stimolare e, dunque, “aprire” la sensazione della fame.
L’Aperitivo quindi è una bevanda, alcolica o analcolica, che si beve prima di un pasto per stimolare l’appetito.
Uno degli effetti fisiologici che ha l’aperitivo infatti è quello di stimolare la secrezione dei succhi gastrici , fenomeno che aumenta la sensazione di fame e che ci prepara alla digestione di ciò che di li a poco ingeriremo.
Detto questo cosa è meglio bere quindi come aperitivo?
In realtà è molto semplice, anche a casa, preparare un aperitivo di qualità e che rispecchi le poche regole illustrate sopra.
Se desideriamo bere qualcosa di alcolico, prodotti come vermut o bitter si prestano molto bene allo scopo come pure i sour (cocktail con una base acida come lime o limone)
Nel ricettario Iba (il ricettario ufficiale dell’Associazione internazionale Bartender)se ne possono trovate moltissimi, i cosiddetti “pre-dinner”.
Di seguito ne elenco solo alcuni tra i più apprezzati e conosciuti, indicandone gli ingredienti:
Potete accompagnare a questi drink qualche semplice stuzzichino, come delle olive, delle patatine o prodotti regionali come salami ed insaccati o formaggi stagionati.
La cosa da non dimenticare mai è che il rito dell’aperitivo è innanzitutto convivialità, per cui che vi troviate nel vostro bar preferito, nelle vostre case con i vostri amici e parenti o in qualunque altro luogo, brindate insieme e utilizzate questo momento per rilassarvi e star bene. Alla salute!
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Luca2026-01-14 18:44:232026-05-08 09:22:20Tequila, sale e limone? No, grazie!
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Luca2025-01-14 16:24:252025-01-14 16:28:04Il Futurismo tra miscelazione, polibibite e cucina.
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Luca2025-01-03 17:34:112025-01-03 17:34:11L’APERITIVO, UN RITO TUTTO ITALIANO
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Luca2024-01-24 18:29:182024-02-07 18:19:36IL GHIACCIO: QUANTO É IMPORTANTE IN UN COCKTAIL?
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