Me la ricordo ancora quella favolosa estate in Spagna col mio amico Tony.
Abbiamo fatto le stesse tre cose per tutta la vacanza!
Di giorno, ci godevamo ogni singolo granello di sabbia dorata della spiaggia, dormendo.
Al tramonto, ci avventuravamo nel solito supermercato e andavamo diretti al reparto gastronomia, dalla “Signora del prosciutto”, per recuperare nutrimento e subito dopo, tra gli scaffali, per cercare l’indispensabile per preparare il Mojito nella nostra minuscola stanza d’albergo.
Prima di uscire a fare baldoria, io e Tony ci facevamo dei Mojito pazzeschi.
MOJITO 2012: don’t try this at home
Per prima cosa davamo un’occhiata alla bottiglia di Rum ancora sigillata per assicurarci che stesse bene.
Dopodiché si procedeva al minuzioso taglio del lime in 8 parti (se lo trovavamo, se no il limone) adoperando l’unico oggetto affilato in nostro possesso, il taglia unghie.
Ne pestavamo metà assieme allo zucchero di canna, utilizzando il manico dello spazzolino da denti.
Qualche foglia di menta per abbellire il tutto e la prima annaffiata generosa di rum, che doveva essere possibilmente Havana 7 (il nostro preferito per il Mojito), in alternativa un qualsiasi rum scuro.
Poi rompevamo i cubetti di ghiaccio utilizzando la parte bassa della bottiglia del distillato e ne mettevamo un po’ nel bicchiere.
Un’altra spruzzatina di rum e tocco di classe: un goccio di Ginger Ale 👈 per aromatizzare. Ancora un pochino di Rum.
MOJITO 2020: tutto danza intorno alla menta
Oggi, quasi dieci anni dopo, ho imparato tantissime cose sul Mojito che quando guardo Tony negli occhi, ricordando quei momenti, non ho il coraggio di dire.
Per noi quello era indiscutibilmente il Mojito più buono del mondo (ai tempi), ma resta una ricetta del tutto improvvisata, ça va sans dire.
Sul Mojito, esistono decine di ricette improvvisate, alcune redatte sul gusto altre sulle mode e così via, ed è quindi difficile stabilire quale sia quella legittima facendo affidamento su questi concetti.
Di sicuro si tratta di una ricetta che si basa sull’importanza della scelta degli ingredienti e su come lavorarli con attenzione e in modo corretto.
Esiste però una ricetta ufficiale 👈, riconosciuta a livello internazionale dall’ International Bartender Association (IBA) e dall’A.I.B.E.S. 👈 ( Associazione Italiana Barmen e Sostenitori), basata sul metodo di preparazione tradizionale cubano ed è quella che seguiamo anche noi di SPIRITO nella realizzazione dei nostri Mojito.
INGREDIENTI:
45 ml di Rum chiaro cubano;
20 ml di succo di lime fresco;
qualche foglia di menta ( ca. 6-7 dipende dalla dimensione)
2 cucchiaini di zucchero di canna bianco
Soda o Acqua Frizzante
Ghiaccio a cubi
COME SI PREPARA:
In un Tumbler Alto (350 – 390ml) sciogliere lo zucchero nel succo spremuto di Lime, più citrico e meno dolce rispetto al suo cugino Limone. (scopri le differenze cliccando qui 👈)
ATTENZIONE: del Lime, si usa solo il succo!

Non bisogna pestare la buccia perché questo provocherebbe la fuoriuscita degli olii essenziali (molto aromatici) in essa contenuti che rischierebbero di sovrastare quelli della menta e sbilanciare il gusto del Drink.
Lo zucchero grezzo di canna, conferisce aroma poiché contiene residui di melassa. Anche questo aroma potrebbe coprire il profumo delicato della menta, per questo è preferibile utilizzare quello bianco, raffinato (sia esso di canna o di barbabietola).

Aggiungere il Rum e 6-7 foglie di menta che devono essere leggermente strofinate (non pestate) con il dorso di un cucchiaio contro le pareti del bicchiere.
Per sprigionare al massimo l’aroma della menta è fondamentale effettuare questo passaggio prima di aggiungere il ghiaccio e la soda, perché gli olii essenziali contenuti nelle foglie sono altamente solubili in alcol e poco solubili in acqua.
La scelta della menta è molto importante, la famosa “Yerba Buena” è difficile da reperire ma esistono delle alternative 👈

Anche la scelta del Rum (“Ron” in spagnolo) non deve essere casuale.
Dev’essere di tradizione cubana ( ad es. Havana, Bacardi, Matusalem…) e bianco (poco invecchiato), dal gusto pulito, leggero e quindi adatto per un cocktail delicato come il Mojito.
È il momento di aggiungere il ghiaccio, quello a cubi, perché quello tritato con la sua maggiore superficie di contatto, diluisce più velocemente.
Non vogliamo che il ghiaccio diluisca il nostro cocktail perché contiene già la soda (scelta per la sua frizzantezza) che con la diluizione rischierebbe di sgasarsi.
Versare la soda, ben fredda e lentamente, a colmare, come ingrediente finale.
A questo punto non resta che mescolare dolcemente, dall’alto verso il basso, con un cucchiaio, decorare con la menta rimasta e sorseggiare finalmente il vostro Mojito, sognando i Caraibi.
Fà la cosa giusta
Bene, ora che la lezione di scienze è terminata potete rasserenare le vostre papille con una duplice consapevolezza:
- Se nella prossima vacanza al mare capiterete in un Airbnb umilmente dotato di cucina, potrete provare a fare il vostro cocktail preferito senza indugi e con semplicità disarmante grazie a questa ricetta.
- Se doveste sbadatamente prenotare in un luogo sperduto e ostile, come me e Tony in quella folle estate, quasi sicuramente vi ritroverete a chiamare Mojito qualsiasi cosa, purché abbiate del Rum.
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