Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace.
Istintivamente, per considerare bello uno zombie, bisognerebbe avere macabre e sinistre prospettive sulla vita, a meno che non si parli di Zombie inteso come cocktail.
In tal caso allora, Zombie è bello.
“A REAL MAN KILLER”
Sicuramente non tra i più richiesti al bancone al giorno d’oggi, lo Zombie, fu il drink più famoso di Ernest Raymond Beaumont Gantt, alias “Donn Beach” 👈 , il padre della miscelazione Tiki. 👈 ( leggi il nostro articolo sulla cultura Tiki)

La leggenda narra che Donn Beach inventò lo Zombie nel suo locale a Hollywood nel 1934 per aiutare un cliente a smaltire i postumi di una sbornia prima di un incontro di lavoro.
Il cliente ritornò pochi giorni dopo lamentandosi che il drink lo aveva trasformato in uno Zombie.
Si, perché questa bevanda dal carattere caraibico, crea l’illusione di star bevendo un normalissimo drink ma in realtà nasconde una carica alcolica molto elevata.
MA PERCHÈ PROPRIO IN UNO ZOMBIE?
Gli Zombie devono le proprie origini alla cultura religiosa Voodoo dell’isola di Haiti 👈, secondo cui gli stregoni inducevano l’uomo in uno stato di morte apparente per privarlo di una parte della sua anima e dopo la sepoltura, lo riesumavano, risvegliavano e riducevano in schiavitù.
Durante l’occupazione degli Stati Uniti d’America ad Haiti (1915-1934), il mondo civilizzato iniziò a prendere coscienza del mito dello Zombie conferendogli la nota connotazione di morto che cammina.

Raffigurazione di uno Zombi ( o Zombie) in una piantagione di canna da zucchero ad Haiti.
FONTE: Di JNL (Jean-noël Lafargue) delinavit et uploadit) – Opera propria JNL (Jean-noël Lafargue delineavit et uploadit), FAL
IL RIPARATORE DEI SOGNI INFRANTI
Lo Zombie deve però la sua fama ad una geniale strategia di marketing.
Nel suo locale, Donn, esortava i clienti a provare la sua creazione, descrivendola come una pozione in grado di riparare i sogni infranti, poi però, visto il pericoloso potenziale alcolico, vietava loro di berne più di due a testa (che equivale a mettere delle caramelle sul tavolo e dire ai bambini di non mangiarle).
Come ogni proibizione questo scatenava l’istinto alla sfida che fruttava molti dollari al buon vecchio Donn, visto che il bere ‘strong’ era la norma all’epoca.
Simboleggiava inoltre la mentalità americana di quel periodo, la voglia di esotismo e di evasione.
COME SI PREPARA LO ZOMBIE
Donn, come di consueto, tentò di mantenere segreta la ricetta dello Zombie e questo provocò numerosi e soprattutto disastrosi tentativi di plagio negli anni a seguire.
Solo nel 1950 Donn rivelò una nuova versione della ricetta, riadattata al gusto del periodo; l’originale fu scoperta nel 2005 grazie alla spasmodica ricerca di Jeff Beachbum Berry, il più autorevole studioso dell’era Tiki.
Ed ecco la ricetta originale dello Zombie!

4.5 cl Rum portoricano o cubano gold
4.5 cl Rum dark giamaicano
3,0 cl Rum demerara overproof
2,0 cl Succo di lime fresco
1.5 cl Falernum
1.5 cl Donn’s mix ( un mix creato da Donn a base di succo di pompelmo giallo e sciroppo di cannella)
1 tsp Sciroppo di Granatina
1 dash Angostura bitter
6 drop di Pernod
170 gr di ghiaccio tritato.
La tecnica di preparazione originale è “blended”, prevede cioè l’utilizzo di un Blender o Frullatore, dentro al quale metteremo tutti gli ingredienti, compreso il ghiaccio tritato.
Per utilizzare oggi questa tecnica possiamo usufruire della funzione ‘pulse’ dei normali frullatori, per non più di 5 secondi, in modo da non distruggere completamente il ghiaccio ed evitare di creare una granita.
Questa tecnica consente di sorseggiare il drink con una cannuccia dal primo all’ultimo sorso senza subire variazioni al gusto, grazie allo strato di ghiaccio che crea una sorta di tappo sulla superficie.
La scelta dei rum è importante poiché i rum di oggi sono diversi da quelli di circa 80 anni fa.
Il servizio dello Zombie è sempre in tumbler alto a tubo o Collins 👈 e non utilizzando le Tiki Mug👈 e con una foglia di menta come decorazione.
Bevetelo piano e mi raccomando, non più di 2 a testa! 😊
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